Sai quando tutti i vestiti che ti stano meglio sono da lavare e t’invitano ad una serata figa? Sai quando dopo una settimana di caldo, decidi di metterti i sandali e piove? Sai quando continui a dire di no ai tuoi amici perché non puoi spendere e quando accetti finite nel ristorante mega caro fuori città? Ecco, quest’ultima sono io.
Arrivi al tavolo – ci sono già mille tipi di pane – l’acqua gasata l’hanno messa là, cazzo! Devi stare zitta, magari se non sentono la tua voce ti fanno pagare meno. Il cameriere apre una bottiglia di prosecco davanti a te, e non sai se accettare o meno: se lo bevi lo paghi, se non lo bevi lo paghi lo stesso? Arrivano gli antipasti, una tavolata da dieci dove sei la più piccolina e la più povera. Ecco! La tua maglietina H&M se è appena rotta. Come cazzo lo hai fatto? Che vergogna, gli amici che provano a metterla a posto, “fate un nodino dio santo”! Il cameriere chiede cosa succede, sono in due a sistemarla dietro alla mia spalla e io che voglio un buco dove mettere la testa. Ancora con gli antipasti, e la tua faccia sempre più depressa.
Sarà cominciata prima questa situazione di merda, quando eravate ancora all’aperitivo. Una tipa al telefono metteva fretta a tutti, ci voleva far conoscere questo posticino bellissimo fuori Milano. Ma si, usciamo da questa città cara e fashionista. Andiamo in campagna dove c'è verde e la gente è simpatica.
Arrivano le liste, nessuno le guarda: stanno a chiaccherare, si conoscono, fanno lo stesso lavoro. Tu non hai un lavoro, cosa fai li? Guardi il cagnolino al tavolo di fianco, che bravo, “vorrei essere al posto tuo”. Pure il cane è caro. Un’occhiata veloce alla lista, dieci, sedici, ventidue, prima si guarda a destra dopo si seguono i puntini per sapere di cosa si tratta. No, non posso ordinare soltanto delle patate al forno, questo è il contorno.
In macchina hai sentito il nome del paese, qualcosa ti diceva di non andare, sembrava impossibile ma e se quel ristorante fosse lo stesso dove sei andata a quel matrimonio? Si, quello dove ti hanno detto che una cena non esce per meno di cinquanta euro. Tu lavori tutta una serata per cinquanta euro. Tu impili quattordici tambler in mezzo agli ubriachi che ti saltano addosso al suono di Lady Gaga fino alle tre del mattino per cinquanta euro!
Arriva il proprietario, vuole prendere le ordinazioni. No, non siamo pronti, io devo ancora andare in bagno per piangere di nervoso. Ci da ancora cinque minuti. Tu hai gia deciso: “no ragazzi, sono sodisfatissima”. Non puoi, almeno un primo. Zucchine con fiori di zucca? Hai lo stomaco chiuso; mozzarella? Bravi, per miracolo decidono di prendersi direttamente il dolce. Il proprietario se la prende male, poi ritorna a scusarsi. Tu riprendi il fiato.
Eravate ha trenta chilometri da Milano quando hai sentito il nome del posto. Era proprio quello, cosa fai, apri la porta e ti butti in autostrada? E cosi siete li davanti e ti senti come la mucca che sarà ammazzata. Chiami tua sorella che ti dice di stare calma e goderti la cena. Ma come? Dopo la birra all’aperitivo mi sono rimasti soltanto venticinque euro…
Prima di arrivare il conto, la tua amica che ti darà uno strappo ti fa sapere che deve proprio andare. Lasci i venti e cinque e prega agli altri di farti sapere dopo se gli devi dei soldi. Sei riuscita. Forse domani ti chiameranno per gli altri venti e cinque…o forse quella situazione di merda non è finita tanto male.
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